Vaccino, Elena colpita da una pericardite: “Mai avrei pensato di sentirmi così a 24 anni”

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Di seguito riportiamo il testo della testimonianza di una giovane ragazza, Elena Repetto, 24 anni, a cui è stata imposta la vaccinazione e che si è ritrovata abbandonata dalle istituzioni: “I primi problemi sono usciti fuori con la seconda dose il 21 ottobre. Ho avuto febbre alta, dolori muscolari e tosse fino al vomito. Dopo 3 giorni la febbre è passata allora ho pensato di tornare a lavorare anche se continuavo ad avere la tosse e sentirmi sempre debole e stanca. Il 5 novembre mentre stavo seguendo un corso per il lavoro improvvisamente ho incominciato a tossire talmente tanto da non riuscire a respirare e sentivo un dolore e un peso al petto che non posso spiegare. Mi hanno portata in ambulanza, in pronto soccorso, continuando a ripetermi che era solo un attacco di panico e che dovevo cercare di respirare. Io cercavo di spiegare che non era così ma non riuscivo a respirare“.

“Arrivata in ospedale però quando ho detto di aver fatto la seconda dose di vaccino due settimane prima, la situazione è cambiata, nel giro di un’ora mi avevano già fatto un elettrocardiogramma e un ecografia al cuore. Da lì il referto pericardite. Sono passate tre settimane da quel giorno, due settimane le ho passate a letto senza avere le forze di riuscire a muovermi. Poi ho deciso di reagire e piano piano sono riuscita a muovermi dentro casa. Ieri per la prima volta sono uscita di casa per poter fare un’ecografia di controllo e per la prima volta dopo settimane ho potuto fare una passeggiata sul lungo mare ma quello che facevo prima con leggerezza, come una passeggiata, ora mi stanca e mi fa sentire questo peso al petto. Spero solo di poter tornare al mio lavoro e alla mia quotidianità il prima possibile. Mai avrei pensato di sentirmi così a 24 anni”.

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3 thoughts on “Vaccino, Elena colpita da una pericardite: “Mai avrei pensato di sentirmi così a 24 anni”

    1. A 24 anni di età, questo genere di trattamenti produce solo rischi, non benefici.
      Resta quindi da capire a chi sia venuto in mente di somministrarle quella roba e perché.
      Sarebbe cosa utile che i responsabili (tutti) rispondessero delle conseguenze.

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