Terza dose a Bari, valanga di rifiuti: in aumento il numero di scettici del vaccino anti-Covid

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BARI – Il mese scorso Bari era stato definito caso sociologico. A fine ottobre era la prima città d’Europa con il maggior numero di vaccinati nella fascia under 19, con il 91 per cento dei 12-19enni che aveva ricevuto almeno una dose e l’86 per cento che aveva completato il ciclo, rispetto ad una media nazionale che in quel momento era del 65%. Anche il sito della Asl Bari, il 9 novembre, intitolava: “Vaccini, record di copertura completa a Bari città: il 90 per cento dei residenti ha concluso il ciclo vaccinale”, con una copertura del 90% per entrambe le dosi e del 92% con almeno una dose.

Ora, però, come riporta il Corriere della Sera edizione locale di Bari, pare che i baresi abbiano cambiato completamente idea. Infatti, sulle terze dosi è corsa a rifiutare il richiamo nel caso venga proposta la somministrazione di un siero diverso da quello utilizzato per il primo ciclo. A rifiutare la dose booster è soprattutto chi ha fatto le prime due dosi con Pfizer e poi si ritrova a fare la terza con Moderna.

Già nelle scorse settimane erano state segnalate testimonianze di persone che, dopo le prime due disi di Pfizer, si sono ritrovate con la terza dose di Moderna e sono state male. Tra le altre, la giornalista modenese Carla Mazzola non ha potuto ricevere Pfizer perché secondo il medico viene tenuto per i bambini ed è stata colpita da reazione avversa dopo la terza dose di Moderna. E’ successa la stessa cosa a Bari e sono diventati improvvisamente vaccinoscettici?

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