Roberto Bolle: “Niente ballerini russi al mio spettacolo. Voglio dare un segnale politico”

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Roberto Bolle: “Non inviterò al mio spettacolo ballerini russi, non hanno colpe ma è giusto dare un segnale politico“. Al Salone del Libro di Torino, Roberto Bolle si racconta a Metropolis dietro le quinte dell’Arena Robinson, lo spazio di Repubblica alla più importante manifestazione italiana nel campo dell’editoria che, ogni anno a maggio, si svolge al centro congressi Lingotto Fiere.

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23 thoughts on “Roberto Bolle: “Niente ballerini russi al mio spettacolo. Voglio dare un segnale politico”

    1. penso esattamente la stessa cosa::ormai invecchiato, elimina i Russi per paura di vedersi eclissare.

  1. La sicumera con cui crede di conoscere la realtà delle cose sul conflitto ucraino, da buon disinformato televisivo, ne mostra gli evidentissimi limiti intellettuali

  2. Beh ma perchè deve dire queste scemate? Cosa c’entra l’arte con la guerra? Perchè si schiera? Se un ballerino russo è bravo perchè deve essere escluso??? Bolle, limitati a ballare e ricordati che la bocca serve per mangiare più che per parlare…

  3. Bolle, non hai colpe (la tua e’ solo stupidita’), ma non andro’ mai piu’ a vedere un tuo spettacolo, perche’ hai dato un segnale di RAZZISMO.

  4. Che tristezza sentire queste affermazioni, di che colpa si sarebbero macchiati i ballerini? Della nazionalità? Cosa vuol dire dare un segnale politico? La politica ai politici , l’arte agli artisti, di qualunque nazionalità! Grande delusione da un grande ballerino, non credo che lo guarderò più neanche alla TV.

  5. Sono delusa dalle affermazioni di Roberto Bolle. Ha perso la mia stima. Voi artisti dovreste invece dare l’esempio non discriminando. Cosa c’entra l’arte con la politica. Chissà cosa penserebbe il grande Rudolf Nureyev.

  6. In Italia ormai le persone non sanno più pensare con senso di giustizia. Non credo che il Q.I. di Bolle sia superiore alla media (la sua specialità è un’altra), pertanto logico che segua la corrente, come un rottame.

  7. Quindi immagino abbia dato lo stesso segnale politico in occasione di tutti gli altri conflitti che hanno imperversato il mondo dall’iraq ai giorni nostri.
    Povero cretino.

  8. sto ermafrodito, ma chi cazzo sei? i tuoi amichetti gay ti hanno portato alla ribalta perchè ci passavi seratine intime?
    ma per favore va, fossi un medico che salva la gente, ma vai via!

  9. che bello,a me non mi ha deluso,mi è sempre stato sulle palle. ennesimo personaggio reso famoso dal mainstream malato, viste le sue posizioni. a ballare è mediocre,e sfrutta semplicemente l’occasione per eliminare la concorrenza

    1. Roberto Bolle conferma che se è un bravo ballerino, le sue gambe vanno più in su del suo cervello.
      Bolle, in sostanza, rifiuterebbe di condividere il palco con Nureev, Barichnikov, Balanchine, Nijinskij, Puskin! A sto punto spero che spingerà oltre il suo “messaggio politico”, smettendo di ballare “il lago dei Cigni!” Tchaikovky… mai !!! Non ballerà più nemmeno sulla musica di Borodin e Shostakovich! Povero Bolle.
      Quel ballerino tenta di rimanere sulla cresta di un onda che fu da surf senza rendersi conto che diventa sempre di più una ondulazione da spiaggia agostina. Povero Bolle.
      Bolle è diventato un postino con motorino Ciao che consegna messaggi politici!
      Mi fa venire in mente una canzone di Brassens: “lo zio inglese morì perché rifiutò la medicina scoperta da un tedesco”.
      Caro Roberto, rassegnati, ormai produci solo sfere di sapone.
      Sai che triste fine fanno? Puffff !

    1. Un artista razzista, forse per tornaconto, per ingraziarsi quegli stessi che hanno buttato fuori Artisti come il maestro Gherghiev e la soprano Anna Netrebko? Un artista piccolo piccolo.

      1. Effettivamente un poveretto che non lascerà molte tracce come mente brillante. Ormai in fase discendente, nonn sarà stato che una stella cadente e non di certo “fissa” , come dicevano i Romani, nel firmamento dei grandi ballerini come Nureev o Pushkin. Fors, ancora più ignobile, un modo per eliminare la concorrenza. Claude Andreini

  10. Spero che la Russia ci pensi due volte prima di invitarti nel loro paese. L’ARTE NON HA POLITICA

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