Ricciardi: “Green Pass serve per non contagiarci”. Falso, pure i vaccinati si infettano (VIDEO)

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Ricciardi: “I Green Pass ci consentono di frequentare ambienti al chiuso essendo sicuri che chi è vicino a noi non è infetto e non può contagiarci“. Falso, anche i vaccinati possono essere infetti e diffondere pertanto il contagio. Il Green Pass serve solo per punire chi non ha obbedito alla dittatura sanitaria. Il consigliere di Speranza è rimasto alla narrazione di Draghi di luglio. Vergognosa questa disinformazione sulla Rai. Ecco perché poi i vaccinati si ritrovano con la testa piena di balle e colpevolizzano i non vaccinati. Soprattutto per colpa di questi propagatori di menzogne sulla televisione di Stato.

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5 thoughts on “Ricciardi: “Green Pass serve per non contagiarci”. Falso, pure i vaccinati si infettano (VIDEO)

  1. dopo un anno ancora propalano queste panzane! fanno bene tanto i minus habens si bevono, anzi si inoculano, qualsiasi favola. questa pandemenza è servita a fare uno screening di massa sulle capacità intellettive degli italiani

  2. Il governo vuole il 100% degli italiani con green pass per il controllo digitale di ogni nostro pagamento e movimento.Hanno avuto questo ordine dai loro padroni stranieri della finanza predatoria massonica oligarchica che nel piano del grande reset vuole imporre il controllo biologico(punture continue) e digitale (qr code) di tutti.

    La scusa per ottenere il 100% della popolazione con qr code è il “vaccino”.E’ una scusa dato che il prodotto non è attivo sulle varianti attuali e poichè della salute nostra non interessa niente visti le centinaia di ospedali chiusi in questi anni e la elevata tossicità e mortalità dei prodotti genici sperimentali.

  3. Report sugli effetti avversi dell’ AIFA di Speranza;
    da;lanuovabq.it-titolo;Aifa, dati parziali, ma medici negazionisti sbugiardati

    “……Per tutto il resto, anche per i numerosi casi di invalidità temporanee, ma tali da interrompere la quotidianità a causa del dolore, il report parla di eventi avversi non gravi. Così, se una persona è stata affetta da parestesie per sei mesi che l’hanno costretta a rinunciare a guidare l’auto o ad assentarsi dal lavoro per mesi, tutto questo va sotto il nome di evento avverso non grave e quindi, praticamente, acqua fresca. Oppure se un ragazzo ha sviluppato miocardite che ora lo costringerà a stare fermo per sei mesi, ma non è passato da un ricovero ospedaliero, viene classificato come non grave. Eppure la sua vita subisce un duro stop.

    In secondo luogo, è bene ricordare che Aifa ha preso in considerazione soltanto le segnalazioni della cosiddetta farmacovigilanza passiva (quella cosiddetta attiva è ancora in corso di definizione), cioè le segnalazioni spontanee. Segnalazioni che quasi mai vengono fatte dai medici e che sono affidate alla buona volontà del malcapitato che dopo essere stato male ed essere stato respinto dal medico al motto di “esclusa correlazione” deve farsi carico lui di avvertire Aifa di essere stato male. Quindi, tra chi non sapeva di doverlo fare e chi non l’ha fatto per vari motivi, il tasso di dispersione della segnalazione è verosimilmente altissimo.

    Ad alterare i dati delle segnalazioni, però, c’è anche il meccanismo di calcolo che utilizza l’algoritmo dell’Oms messo a punto nel 2018. Nel corso della presentazione dei dati è stato spiegato che l’evento è definito correlabile soltanto se la vaccinazione è l’unica spiegazione possibile. A prima vista potrebbe essere un criterio rigoroso, invece è il modo migliore per escludere il vaccino come concausa di una reazione avversa su un soggetto predisposto o con fattore di rischio, guarda caso, mai indagato. E con questo criterio migliaia di reazioni avverse nelle quali il vaccino è andato a scatenare un rischio già preesistente o è stato la concausa di un fattore scatenante sono finite nel dimenticatoio.”………….

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