Reportage choc del Washington Post: “Italia ridotta alla fame”

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E’ un reportage da Roma, ma sembra raccontare il cuore dell’Africa più povera e disperata. L’Italia e la sua capitale finiscono in prima pagina del Washington Post nell’edizione della vigilia di Natale, e non certo per magnificare i successi che crede di aver avuto Giuseppe Conte. Anzi, per fotografare la miseria a cui ha ridotto il Paese usando a tavoletta i lockdown e non risarcendo a dovere chi perdeva tutto. E’ una inchiesta choc quella firmata da Chico Harlan nel cuore di Roma, dietro Campo dei Fiori e piazza Navona. Prima della pandemia c’era una tintoria che “ha chiuso per sempre. Lo stesso vale per il negozio di olio d’oliva. I cartelli “In affitto” erano saliti e rimasero in piedi, diventando gialli con i mesi. Il ristorante a due stelle Michelin stava cercando di cavarsela con ordini da asporto…”, racconta ancora. […]

Disperazione e chiusura ovunque nel suo racconto, con l’Italia ridotta allo stremo. Fino a quando non ha visto gente allegra, finalmente felice di fronte a un caffè insolitamente aperto. Tutti a baciarsi e abbracciarsi, sembrava un altro mondo. E in effetti lo era: un addetto alla sicurezza strattona il giornalista del Washington Post e gli dice di allontanarsi: è entrato all’interno del set di uno spot pubblicitario di una banca. Il regista, Ferzan Ozpetek, gli sorride: “Stiamo immaginando il futuro. Una scena post-pandemia”. Bello. Ma, conclude Harlan, “il giorno dopo, quando ho guardato fuori dalla finestra, pioveva a dirotto. Quasi nessuno era fuori. I tavolini all’aperto del caffè erano inutili. L’unica attività avveniva proprio davanti alla chiesa, dove Padre Franco stava sotto un arco di una porta, cercando di rimanere all’asciutto. Distribuiva pranzi al sacco alle persone che continuavano a venire e venire”. È quanto riporta il Tempo.

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