Prof. Sinagra: “Speranza ha fatto accordi con i social per oscurare le notizie scomode”

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di prof. Augusto Sinagra – Io difendo privati, associazioni, emittenti radio televisive private e altri contro Facebook, Google e YouTube. I c.d. detti giganti del web vengono regolarmente condannati a rimediare agli illeciti commessi, risarcire i danni e pagare le spese legali. Solo per un caso, finora, devo predisporre il ricorso in “appello” essendomi imbattuto in una giudice grillina in Veneto.

Normalmente questi motori di ricerca e social giustificano, attingendo al loro vasto sciocchezzario, gli illeciti compiuti (oscuramento di pagine, rimozione di contenuti, sospensioni, demonetizzazioni e altre porcherie consimili) con l’accusa di “incitamento all’odio” (anche i vaffa dei grillini incitavano all’odio?) ovvero con l’accusa di diffondere notizie false in materia di Covid, di misure illiberali e illegali e vaccini, nonostante l’assoluta insussistenza. Ma spingendosi fino a precludere la possibilità di dar voce agli esclusi dalla informazione di regime (e parliamo, tanto per dirne uno, del Premio Nobel Luc Montagner).

Ora si scopre il motivo di tali illecite idiozie e sopraffazioni. Il liquame viene sempre a galla. Pare che Faccia d’Angelo (Roberto Speranza) nel suo libro tolto repentinamente dalla diffusione e dal commercio (ma qualcuno ne è venuto in possesso e se qualcuno che legge lo ha, lo prego vivamente di farmene avere una copia) ha fatto stato di accordi intervenuti tra il Ministero della Salute il 7 febbraio 2020 con Facebook e il 28 febbraio 2020 con Google e YouTube (accordi ovviamente secretati ma per i quali è stato speso il pubblico denaro dei contribuenti).

In proposito, l’inqualificabile autore (da qualcuno icasticamente ma giustamente definito il Minchiatauro) ha commentato nel suo libro: “Queste piattaforme indirizzeranno verso il nostro sito tutti gli utenti che cercheranno notizie sul nuovo Coronavirus”. Siamo nel febbraio 2020. Dunque, tutto programmato fin dall’inizio come si è sempre detto. E questo ora spiega come le dette piattaforme quando qualcuno scrive qualcosa di dissonante rispetto al pensiero del “Minchiatauro”, reagiscono come una tigre affamata alla quale si mette un dito nel culo.

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