“Preferirei avere il Covid piuttosto che un infarto” dice un giovane che è quasi morto dopo la 2ª dose

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Isaiah Harris, uno studente americano di 18 anni, è stato ricoverato in ospedale il giorno dopo la sua seconda dose di vaccino Pfizer e mentre era in sala d’attesa per diverse ore ha avuto un infarto. I medici dell’ospedale avevano minimizzato i suoi sintomi e negato che fosse dovuto al vaccino. L’adolescente ha riferito di aver ricevuto la sua prima dose di Pfizer l’otto aprile e la seconda dose il trenta aprile e che poche ore dopo aver applicato la seconda iniezione con il vaccino sperimentale ha sviluppato febbre e brividi.

Entro 48 ore dalla somministrazione della seconda dose il cuore del giovane ha iniziato a risentirne e anche suo padre ha intuito che la situazione stesse peggiorando quando suo figlio ha iniziato ad avere difficoltà a respirare. Nelle ore di attesa in ospedale l’adolescente è peggiorato, ha avuto un infarto e uno dei suoi polmoni si è riempito di liquido. I medici hanno difatti constatato che l’80% del cuore del giovane era infiammato, confermando che aveva avuto un infarto. Ma non hanno voluto ammettere che fosse dovuto al vaccino nonostante gli fosse stato somministrato solo 48 ore prima. Isaiah è stato ricoverato per 4 giorni per miocardite acuta e i medici si sono limitati a dire che suo figlio avesse bisogno di sei mesi di totale riposo a letto con farmaci per intorpidire il suo cuore.

Lo sfogo di Isaiah dopo aver rischiato di morire: “Penso che il presidente Biden abbia affermato in una recente dichiarazione che se non sei vaccinato, finirai per pagarne le conseguenze, ma onestamente preferirei avere il COVID-19 piuttosto che un infarto”. Secondo infatti i dati, negli Stati Uniti, il numero di eventi avversi segnalati nell’ultima settimana tra tutte le fasce di età dopo i vaccini Covid ha superato i 350.000. Lo riporta euskalnews.com.

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