Povia su Fedez: “E io che dovrei dire? Sono 11 anni che non entro a Sanremo per motivi politici”

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Per Povia “il ddl Zan non serve, in Italia abbiamo già leggi solide che tutelano tutti. Nel 2013 a Napoli fu picchiato un ragazzo gay, sapete quanti anni di galera hanno dato agli aggressori applicando la legge più l’aggravante? 10 anni! Abbiamo 200mila leggi in Italia, di che stiamo parlando?”. Per quanto riguarda la polemica tra Fedez e la Rai, per Povia “sarebbe stata censura se non fosse salito sul palco. Cosa dovrei dire io che non entro a Sanremo da 11 anni solo per questioni socio-politiche? Lì una censura intellettuale e artistica c’è, fino a prova contraria”. “Quando ci sono le dirette anche a me chiedono cosa dirò -spiega il cantante- è normale farlo perché ognuno ha un settore di responsabilità e può perdere il lavoro in Rai dove le poltrone saltano per cose più stupide di queste”.

E sul Concertone, Povia dice: “Mi sono proposto, ma neanche mi hanno risposto. Questa è una forma di censura. Se su quel palco ci fossi stato -sottolinea il cantante- mi avrebbero prima insultato poi applaudito. Chi decide di ascoltarmi poi capisce che uso la ragione oggettiva e documento tutto ciò che dico e canto. Avrei cantato ‘Italia Ciao’, il mio ultimo singolo, e quindi attaccato Bruxelles che è il nostro vero potere. Ma avrei cantato, non parlato”. Fedez in politica? “No, non ce lo vedo”, risponde Povia. “La maggioranza degli artisti, vip, personaggi dello spettacolo, della musica e della televisione strizzano l’occhio a sinistra perché la sinistra apre le porte. È più facile stare dalla parte facile. Io ho scelto di non stare con nessuno ma di esibirmi ovunque me ne diano la possibilità”.

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