Natale vietato, sacerdoti contro Unione Europea: “Pensino alle moschee”

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Don Nicola Bux, teologo e fidato consigliere del Papa emerito Joseph Ratzinger, ci tiene a fare una premessa: “L’intervento di un esponente di governo su questo argomento è assolutamente improprio”. “Nella liturgia – continua Bux – non si parla di messa di mezzanotte, ma di messa della notte”. Quindi? “Si può anticipare, purché non venga officiata prima delle 21, sennò è una messa della vigilia”. Al clima di incertezza, oggi si aggiunge anche un po’ di amarezza. Nelle linee guida della Commissione europea, infatti, viene consigliato ai fedeli di assistere alle celebrazioni che scandiscono le festività natalizie in streaming, per evitare assembramenti. Quando è troppo è troppo. “Chissà perché non dicono le stesse cose per i musulmani, visto che in Europa ci sono anche le moschee”, attacca don Bux.

“Frequentare le chiese non è pericoloso, da quando sono uscite le disposizioni anti-contagio, noi, le abbiamo applicate pedissequamente”, ci spiega ancora padre Cristian. Quella della partecipazione ai sacramenti non è affatto una questione marginale per il sacerdote, e non può essere delegata ad una diretta social. “L’uomo è naturalmente un essere religioso, ha bisogno di Dio, e la Comunità europea deve assolutamente tenere conto di questo bisogno”. Il ragionamento è semplice: “I luoghi di culto assolvono ad un bisogno primario del fedele, così come gli ospedali per gli ammalati”. “L’Europa – afferma padre Cristian – pensi alle materie che gli competono, che al culto e alla dimensione della fede cattolica ci pensa la chiesa di Cristo”. Lo ha riportato ieri il Giornale.

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