Meluzzi: “Fedez è il decadimento antropologico della sinistra”

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di Americo MascarucciCosa pensa dell’esibizione di Fedez e di tutte le polemiche che ne sono seguite? 

“Guardi, per chi è arrivato alla mia età è decisamente imbarazzante dover parlare di Fedez e discutere di ciò che dice. La prego, abbia rispetto e non mi chieda di commentare le sue dichiarazioni. Ho una dignità e una professionalità da difendere”.

“Siamo arrivati al paradosso di considerare dei portabandiera, personaggi come appunto i Ferragnez che vivono promuovendo tatuaggi, smalti per uomini, coloranti per capelli, che fondano società per vendere borse ed acque minerali a mille volte il loro valore. Questi personaggi diventano i rappresentanti di un’epoca politica, portati ad esempio da una sinistra che mostra così tutte le sue contraddizioni e la sua profonda crisi d’identità”.

“Non so se sia tutta colpa dei social, c’è un forte decadimento antropologico nella società odierna favorito dalle multinazionali che hanno tutto l’interesse a servirsi di personaggi famosi e con un largo seguito per propagandare e veicolare il pensiero unico”.

“Io vengo dal Partito Comunista Italiano, ci ho militato per quindici anni e posso dirle che le venerabili ossa di Gramsci, Togliatti, Berlinguer e Longo si staranno rivoltando nella tomba pensando che l’odierna sinistra si è ridotta a correre dietro a personaggi in smalto e lustrini. E Pierpaolo Pasolini farebbe altrettanto”.

Non è paradossale che il primo maggio, giornata del lavoro, invece di parlare del lavoro che non c’è e della crisi economica si discuta di legge Zan e di unioni gay?

“Questa è una storia che viene da lontano, da quegli stessi salotti che pretendono di governare il mondo. Quando si devono distruggere i diritti sociali, li si sostituisce con quelli civili. Ma attenzione, perché anche sul termine diritti civili c’è un grosso equivoco, perché questi non sono interpretati nel loro autentico significato, ovvero quello di difesa delle libertà democratiche, di pensiero, di espressione, di parola. In un momento come quello che stiamo vivendo caratterizzato da una limitazione drastica delle libertà democratiche ed individuali, gli unici diritti che restano da sbandierare sono quelli sessuali, ovvero quello di sfilare con lo smalto, i rossetti e i lustrini nei gay pride. E’ chiaro che parlare di diritti omosessuali invece che di diritti del lavoro e di diritti sociali non spaventa nessun potere, anzi lo rafforza. Questa è la strategia del politicamente corretto alla base della cultura dem americana che si sta tentando di imporre a livello planetario”.

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