Medico: “In Italia morti i giovani dopo il vaccino ma le famiglie non hanno chiesto autopsia”

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di dott. Daniele Giovanardi – In questi ultimi due giorni sarete stati coinvolti pienamente nell’acceso dibattito, sui grandi media e nel Comitato tecnico-scientifico, sul modo migliore per contrastare il Covid. Quello inglese di Johnson che dal giorno 19 luglio toglierà ogni restrizione; quello tedesco della Merkel che non imporrà nessun green pass, o quello francese di Macron con pesanti restrizioni per i non vaccinati. Mi obietterete che negli importanti media italiani si parla e si esalta solo il modello francese? E gli altri due? Appunto il dibattito è ad una sola voce. Facciamo allora insieme una carrellata:

1) I vaccini (Astrazeneca) o i farmaci ad RNA messaggero (Pfizer e Moderna) hanno avuto un permesso provvisorio per l’uso umano; il permesso definitivo scatterà nel 2023 dopo aver raccolto i dati sull’efficacia e sugli effetti collaterali. Le case farmaceutiche che hanno venduto i farmaci agli Stati declinano ogni responsabilità e ogni tipo di risarcimento. Hanno messo in chiaro nel modulo che ogni cittadino deve firmare (consenso informato) tutti i rischi della vaccinazione. In caso di effetti negativi la responsabilità è tutta a carico di chi si fa vaccinare. Il modulo (o bugiardino) del consenso informato s’arricchisce ogni giorno di effetti collaterali (l’ultimo sono le miocarditi nei soggetti giovani). Da sempre la vigilanza su farmaci e vaccini sperimentali è a carico delle case farmaceutiche con una vigilanza attiva ovvero si chiede ad ogni singolo volontario sperimentatore tutti gli eventuali effetti collaterali post-vaccinazione. Per la prima volta nella storia la vigilanza è passiva, deve essere il vaccinato a segnalare gli effetti collaterali. Posso testimoniare decessi di persone giovani e sane post vaccinazione la cui famiglia angosciata non ha chiesto accertamento o autopsia.

2) Da medico ho raccomandato a tutti i miei pazienti di escludere la Tachipirina e la vigile attesa affrontando invece la malattia ai primi sintomi (ancora prima del tampone) con farmaci che hanno dimostrato sicura efficacia. Nonostante i vaccini siano sperimentali ho consigliato a pazienti anziani fragili di vaccinarsi quando il rapporto rischio beneficio era sicuramente a favore del vaccino, al contrario di quello che ho consigliato ai giovani e alle persone sane (maggiore il rischio del beneficio). 3) E’ accertato che le persone vaccinate anche con due dosi possono infettarsi (portatori sani o con pochi sintomi) e trasmettere la malattia ad altre persone e sono tenute comunque a comportarsi come i non vaccinati.

4) Chi si vaccina lo fa per sé e non per gli altri. 5) Le varianti: una parte importante del mondo scientifico ripete l’avvertimento di sempre: più vaccinate in tempo di pandemia più si formano varianti resistenti. Infettarsi in estate con il virus attenuato è una opportunità: moltiplica naturalmente il numero degli immuni e non crea varianti (ovviamente gli anziani a rischio devono essere protetti dal vaccino); l’altra campana è vacciniamo tutti a tutte le età a prescindere dai rischi; le varianti però non risparmiano le persone vaccinate anzi in Inghilterra e in Israele (i due paesi più vaccinati del mondo) le prediligono. Io personalmente aspetterò settembre e alla luce dei dati raccolti sceglierò se vaccinarmi oppure no. Mi può costare l’interdizione dalla vita sociale ma come dice il giornalista David Parenzo rimane però salva la mia libertà di non vaccinarmi. Ricordo al giornalista David Parenzo che per secoli i cristiani permettevano agli ebrei di professare liberamente la loro fede ma rinchiusi in un “Ghetto”. Lo riporta LaPressa.

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