Malore in sella per il ciclista Gianmarco Garofoli: miocardite acuta, stop di 3 mesi

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La corsa, poi un malore e i soccorsi che sono intervenuti in tempo. La vita in sella del giovane ciclista di Castelfidardo in forza all’Astana, Gianmarco Garofoli, stava prendendo davvero una brutta piega. Fortunatamente il malore è stato preso in tempo. “Nessuno colpisce duro come fa la vita. Passiamo il nostro tempo a programmare il nostro futuro, ad inseguire i nostri obiettivi, senza renderci conto che le cose nella vita a volte non vanno come vorremmo e non possiamo farci nulla”. Lo scrive www.youtvrs.it

“Per fortuna o purtroppo, dopo un malore avvertito domenica scorsa in gara, sono andato al pronto soccorso per fare degli accertamenti, e mi è stata diagnosticata una miocardite acuta, una infiammazione del cuore […]. Per fortuna direi sono riuscito ad accorgermi in tempo, e seguendo le indicazioni dei dottori, potrò tornare più forte di prima. Ora devo armarmi di tanta pazienza, affronterò un lungo periodo di stop circa 3 mesi e dopo di che una ripresa graduale. Un grazie a tutte le persone che mi sono vicino e al team che mi ha dato tutto il sostegno. Tornerò”. Purtroppo per Gianmarco Garofoli si chiude anzitempo la prima parte di stagione, in un modo troppo brusco per un ragazzo di 20 anni che era alla prima esperienza in un top team come l’Astana accanto a Vincenzo Nibali.

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3 thoughts on “Malore in sella per il ciclista Gianmarco Garofoli: miocardite acuta, stop di 3 mesi

  1. Mi spiace per te caro ragazzo ma di miocardite non si guarisce.
    addio alla carriera, ma ti puoi sempre consolare andando al Mc Donald o al cinema con il GrenCazz.
    Ringrazia tutti i dottori ed esperti che ti hanno convinto a inocularti un siero genico sperimentale modificato per farti questo.

  2. l lockdown è stato inutile”. Cts, scioglimento e confessioni. Il prof Greco scopre le carte questa infatti l’ammissione più grave di quell’errore fatale nella guerra al Covid. Come si legge su La Verità, “non sono trascorse neppure 48 ore dallo scioglimento del Comitato tecnico scientifico che arriva la prima rivelazione fuori dal coro. Poi la seconda: «Le misure di contenimento non hanno avuto efficacia scientifica ma costi sociali certi». La terza è uno schiaffo a reti unificate: «Il nostro errore più grande è stato lasciare la comunicazione in mano a virologi autonominati ma senza esperienza specifica»” https://www.ilparagone.it/attualita/cts-confessa-misure-inutili/

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