“Ho sfiorato la morte dopo il vaccino, gambe e braccia paralizzate. Mai avute patologie”

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In un video pubblicato su Facebook nelle scorse ore, un’altra insegnante, Amendolia Letteria (62 anni di San Filippo del Mela), dopo l’inoculazione del siero, ha riportato delle conseguenze e probabilmente sarà costretta a rinunciare alla cattedra e chiedere la pensione anticipata. Lo riporta StrettoWeb.

E’ la storia di una miracolata e non ho vergogna a dirlo – afferma l’insegnante – . Ritengo giusto raccontare quello che mi è capitato, spinta dal coraggio della collega D’Arrigo. Il 14 marzo all’ospedale Piemonte di Messina avevo prenotato con felicità la dose di Astrazeneca, nella consapevolezza che era doveroso fare quel gesto. Mi sentivo di dover aiutare me stessa, dei bambini e dei colleghi. Fino a quel momento non avevo patologie, se non i primi cenni della menopausa, sono un soggetto poco allergico, soffro di gastro-esofagite da reflusso, quindi nulla di così grave. Dopo l’iniezione tutto tranquillo, neppure i classici dolori al braccio, sono tornata a casa con la prenotazione per la seconda dose del 31 maggio”.

“I miei familiari cercarono di persuadermi, perché in tv si sentivano notizie allarmanti sul farmaco di AstraZeneca – prosegue la professoressa – . Alcune persone, come il militare siciliano Stefano Paternò, sono anche defunte a causa della correlazione. Nonostante ciò ero felice, perché la sentivo come una missione. Dopo quella volta però è iniziato il mio inferno: il giorno dopo ho avuto un mal di testa normale, successivamente dal quarto giorno cominciano a manifestarsi tachicardia e innalzamento della pressione, io non avevo mai sofferto di questo, non prendevo neanche la pillola”.

“Il medico curante mi ha detto di aspettare, ma dopo otto giorni iniziai a sentirmi strana. Sentivo i nervi girare, una lastra di ghiaccio, avevo torpore ai piedi e alle gambe, non sentivo la mia pelle. Il 29 marzo arriva il crollo definitivo, non sento più la sensibilità degli arti, braccia e gambe restano paralizzate, dalla cintola in giù non riesco più avere autonomia. Nella parte sinistra del viso invece si è verificata una paresi. Il primo aprile ero ad un passo dalla morte, i medici avvertirono i familiari di aspettarsi il peggio. Loro prepararono addirittura i vestiti del morto”.

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