Giurista contro Conte: “Con i Dpcm siamo caduti in basso, Costituzione dribblata”

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“La pandemia ha messo a nudo la crisi istituzionale, che sta alla base di quella della giustizia e di quella economica, e le ha aggravate tutte e tre”, sentenzia Michele Ainis, giurista e intellettuale, tra i più autorevoli costituzionalisti della Repubblica. “Il Covid”, afferma lo storico difensore della bontà della Carta “ci ha regalato il potere discrezionale e senza controllo del premier, esercitato attraverso i dpcm, di cui penso tutto il male possibile, in quanto dribblano i paletti che la Costituzione mette a chi guida il governo. Il presidente non è più primus inter pares ma di fatto surroga i ministri. E poi sono spuntati anche i sindaci sceriffi e i governatori ras, che sfidavano le leggi e l’esecutivo. Il sistema aveva due ferite, che si portava dietro dagli anni ’90, la crisi del Parlamento e la personalizzazione della politica. La pandemia le ha allargate, lacerando le istituzioni, è una lente d’ingrandimento sui nostri mali”.

“I dpcm sono l‘estremizzazione dell’abuso dei decreti legge, che significa supplenza del potere esecutivo su quello legislativo, e tradiscono la medesima logica che sta alla base dei super commissari di Conte, che esautorano Parlamento e politica, una delle ragioni alla base di questa crisi. L’eccessivo protagonismo di premier e governatori è la prosecuzione del processo di annullamento dei partiti nei loro leader, con una progressiva trasformazione del parlamentare in cortigiano. Tant’è che oggi non nascono nuovi partiti ma leader nuovi o vecchi che si mettono in proprio: è il caso di Italia Viva ma anche del movimento di Calenda, di quello di Toti e della Carfagna, della formazione di Paragone o di Articolo 1 di Bersani. Ma anche la Lega si sta trasformando in una lista per Salvini premier”. Così Libero Quotidiano.

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