Generale Angelosanto avvertì Governo: “Sui barconi possono infiltrarsi terroristi Isis”

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Infiltrati Isis in azione. Silenti, insospettabili. Non devono lasciare tracce di contatti o connivenze con gli ambienti già considerati a rischio. Ma hanno una missione come ogni infiltrato: nei territori di destinazione devono colpire. Quando le condizioni saranno favorevoli.

Si tratti di Stato Islamico o di Al Qaeda «le due maggiori organizzazioni terroristiche – spiega il generale Angelosanto – hanno avuto la capacità di eseguire operazioni strutturando l’opera degli “Inghimasi”, i cosiddetti “infiltrati” appartenenti a filiali locali della struttura madre, dislocati in casa del nemico da colpire». 

Aqmi, al Qaeda nel Magreb, «avrebbe acquisito all’interno del gruppo qaedista una posizione di assoluto rilievo» ricorda il generale. La minaccia in Nord Africa, da dove partono i barconi, si fa quindi sempre più elevata ‘grazie’ agli sbarchi fantasma. L’analisi del Ros ricorda diversi soggetti «già coinvolti in attività terroristiche possono transitare sul nostro territorio sfruttando i canali dell’immigrazione clandestina».

Come è stato accertato l’anno scorso, quando «tra il 20 aprile e il 20 giugno in provincia di Napoli sono stati arrestati due gambiani». L’arresto era motivato proprio dalla «partecipazione all’associazione terroristica denominata Stato Islamico». I due erano giunti clandestini in Italia due anni prima provenienti dalla Libia, uno poi stabilitosi a Pozzuoli e l’altro a Bari. Lo riportò il sito web Investimento e Finanza Italiano.

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