Esercito regala uova di Pasqua e giocattoli ai figli dei migranti: “Sì ai ponti, no ai confini”

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Militari in divisa dell’Esercito italiano hanno donato ieri uova di Pasqua e giocattoli a decine di figli di clandestini ospiti del Cara di Bari-Palese. “Le divise, oggi, rappresentano ponti e non confini, si macchiano di giochi e non di fango, non vi è difesa da dover tenere dinanzi all’irrefrenabile allegria dei piccoli richiedenti” dice il direttore della struttura, Michele Di Lorenzo. Lo ha scritto ieri pomeriggio l’Ansa.

L’iniziativa, proposta dal raggruppamento Puglia-Basilicata Task Force Regina Elena e dagli uomini del Complesso minore Bravo, è stata accolta dalla Cooperativa Auxilium, ente gestore del Cara, che ha ottenuto l’autorizzazione della Prefettura per svolgere l’evento nel rispetto delle norme Covid. “Sono eventi che creano spazi condivisi e luoghi di incontro in cui l’altro è ricchezza e non vi è lingua, cultura o pandemia che freni il desiderio di Identità comune – dice ancora Di Lorenzo – . Oggi è stato un buon giorno per questi bambini. L’infanzia, per un attimo, gli è stata restituita. Nei loro sorrisi, nei loro occhi, vediamo il futuro e ci auguriamo che siano loro, un domani costruttori di pace e di accoglienza”. Attualmente nel Cara ci sono 578 ospiti provenienti da Gambia, Mali, Senegal e Costa d’Avorio.

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2 thoughts on “Esercito regala uova di Pasqua e giocattoli ai figli dei migranti: “Sì ai ponti, no ai confini”

  1. L’esercito non deve avere di queste prerogative: non è nato per dare corda alla immigrazione clandestina, seppure siano bambini. Ai bambini devono pensare i loro genitori e questi genitori non vogliono fare crescere e studiare i loro bambini negli stati in cui sono nati per farli progredire. Gambia, Mali, Senegal e Costa d’Avorio sono paesi con sottosuoli ricchissimi che si lasciano saccheggiare da multinazionali, Francia, Usa e soprattutto Cina. Il denaro che ogni anno gli destina l’onu viene speso malamente dai loro governanti corrotti: cosa aspettano per darsi una mossa, che tornino gli “esportatori di democrazia”?
    Intanto vengono a fare i pezzenti qui, dove, anche volendo, non c’è possibilità di avere lavoro e casa dignitosi.
    Continuiamo a dare corda e soldi alle varie ong che arrivano sempre e solo in Italia, tramite i loro accordi scandalosi.
    E intanto qui “qualcuno” ci si ingrassa.

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