Covid, Crisanti confessa: “Non si vaccina in presenza di varianti”

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Quanto incide la vaccinazione sulla possibilità che il virus muti in varianti resistenti? A fare un quadro chiaro della realtà, era stato appena due mesi fa il microbilogo Andrea Crisanti: “La probabilità che una variante emerga è direttamente proporzionale al livello di trasmissione – aveva spiegato citando le 92 varianti Covid presenti in quel momento in Brasile -. Se a questo dato sovrapponiamo la vaccinazione si crea la situazione in cui si selezionano le varianti resistenti al vaccino”.

Non si vaccina con alti livelli di trasmissione, questo è l’ABC della genetica. Più c’è moltiplicazione virale più crescono le probabilità che aumentino le varianti e che possa emergere una variante resistente al vaccino. Non si vaccina in presenza di varianti, perché sarebbe come trattare una persona affetta da un’infezione batterica con un basso livello di antibiotici o addirittura con antibiotici sbagliati. Così si selezionano le varianti resistenti, è inevitabile”. Una lezione chiara pronunciata da uno scienziato decisamente favorevole alla vaccinazione. Una lezione che però appare oggi, a soli due mesi di distanza e in piena emergenza di variante Delta, dimenticata. Così LaPressa.it.

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