Como, studente di 21 anni trovato morto in bagno: malore fatale

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COMO – Aveva raggiunto la Valgerola per preparare nel migliore dei modi un importante snodo della propria carriera universitaria alla facoltà di Ingegneria. Si trovava nella casa di villeggiatura della sua famiglia nella frazione Pescegallo. Aveva raggiunto la valle nella giornata di lunedì e avrebbe dovuto far ritorno a casa, a Como giovedì sera alle 19.30. Papà e mamma, il 24 marzo, l’hanno però atteso inutilmente. Vane anche le chiamate al telefono, tutte senza risposta, per informarsi sul perché del ritardo. L’angoscia si è presto fatta strada, tanto da chiedere ad un amico di verificare cosa stesse avvenendo nell’appartamento di Pescegallo. L’epilogo è stato purtroppo tragico: il corpo senza vita di Pietro Perlini, di appena 21 anni era infatti riverso in bagno, colpito da un malore fatale.

Sul posto è stata chiamata l’ambulanza della Croce Rossa partita da Morbegno con in supporto un’automedica, ma per il giovane comasco non c’era più nulla da fare. Il medico legale ha potuto solo constatare il decesso, facendo subito dopo una ispezione del corpo che non presentava alcun tipo di ferita che potesse far pensare ad una morte violenta. L’unica ipotesi al vaglio è dunque quella del malore improvviso che non ha lasciato scampo al ragazzo comasco. I carabinieri della stazione di Morbegno hanno segnalato l’accaduto alla Procura della Repubblica di Sondrio che NON avrebbe disposto l’autopsia, riaffidando il corpo alla famiglia per le esequie. Così LaProvinciadiComo.

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7 thoughts on “Como, studente di 21 anni trovato morto in bagno: malore fatale

  1. Proprio non riesco a dispiacermi per gli egoisti che si green passano, non gli frega degli altri, tanto hanno la casa di villeggiatura per preparare gli esami, tanto una volta laureato avrà il lavoro, per lui andrà bene, senza vaccino non può godersi la vita…

    1. @GINO

      Pensa che quando ho detto a un mio amico “vaccinato” che i sieri magici sono letali, mi ha risposto che lui si è “vaccinato” per fare il bene della collettività. Dicendomi chiaramente che il mio rifiuto del “vaccino” lede la salute altrui. Vedi come girano la frittata? Sono stati ben indottrinati.

      Ma sentite tutti quello che dice l’avvocato Renate Holzeisen sulla “infame imposizione della “vaccinazione” COVID-19″::

      https://www.renate-holzeisen.eu/it/messaggio-ai-sanitari/?noamp=available

  2. I lotti di sacro siero non sono tutti uguali. In fase sperimentale devono testare le possibili variazioni di composizione per raccogliere dati sugli effetti e aggiustare il tiro. Lo fanno a tentativi sulla scorta dei dati via via raccolti dato che la teoria alla base non esiste e brancolano nel buio. Certamente non tutti gli organismi reagiscono allo stesso modo ma sarebbe interessante sapere se, come credo che sia, i dati della avvenuta vaccinazione del singolo individuo successivamente trasmessi alla “autorità competente” siano o meno accompagnati dal numero di lotto vaccinale usato. Io credo di sì.

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